Tiziano Vecellio

Dopo un inizio abbastanza lento, si impone tra i primi lottando contro un’aspra concorrenza, per guadagnarsi, non ancora cinquantenne, una universale ammirazione per i suoi ritratti, le scene mitologiche e le grandi pale d’altare. L’imperatore Carlo V lo nomina pittore di corte, investendolo dei titoli di conte palatino e di cavaliere dello Speron d’Oro. A quel punto è ricchissimo e cura i propri interessi con abilità, pazienza e tenacia, non rinunciando mai a un suo diritto finanziario. 

Un uomo felice, appagato nelle sue ambizioni di artista e di uomo di mondo, che non toccò mai i pennelli se non per commissione. Le sue opere, nonostante rivelino una emozione sincera e una maestria tecnica impareggiabile, per Tiziano sono oggetti di commercio, di baratto e di subornazione.

(8 aprile 2019)

Fonti:

Rudolf e Margot Wittkower, Nati sotto Saturno La figura dell’artista dall’antichità alla Rivoluzione francese, Einaudi, Torino, 2016

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