Continuità assistenziale

Assicurare un’offerta di servizi continua in base alle necessità del paziente, superando le successioni e le separazioni relative alle opzioni di tipo preventivo/diagnostico/terapeutico/riabilitativo e la gerarchia tra le strutture sanitarie.

Quando il cittadino è caricato del peso di una malattia complessa e di lunga durata ed è povero sul piano economico, culturale e relazionale, la continuità assistenziale diviene un obbligo imprescindibile per il Servizio sanitario nazionale.

Questo comporta una nuova organizzazione dell’assistenza sanitaria primaria sia tramite l’attivazione di reti di servizio e/o di catene assistenziali che hanno come elemento caratterizzante interno le relazioni che si instaurano fra gli operatori sia attraverso la responsabilizzazione di un gruppo di operatori o di una struttura sanitaria territoriale.

Si articola in tre momenti: continuità assistenziale di attesa, di trattamento e di presa in carico. Quest’ultima contempla la individuazione di tutor territoriali e di tutor ospedalieri.

La famiglia e il domicilio dell’assistito sono inoltre un altro anello strategico della rete della continuità assistenziale e questo comporta una serie di iniziative diversificate e flessibili per sostenere il coinvolgimento della famiglia (indennità di assistenza, assegni di cura, retribuzione dei volontari)

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