I margini della società

 E’ un mondo strano, tribale, atavico. Presi individualmente, i suoi membri sono di solito creature sventurate e inette fin dalla nascita, i cui più memorabili successi consistono generalmente nel resistere fuori di galera, nel ripagare i propri garanti per la libertà provvisoria e nel rispettare gli appuntamenti con gli ufficiali addetti al reinserimento e gli assistenti sociali. Non è probabilmente una coincidenza il fatto che la maggior parte di loro sia composta di individui brutti e stupidi. Ma collettivamente possono essere spaventosi e al contempo affascinanti per chi si domanda cosa succederebbe se si rinunciasse alla propria prevedibile vita e ci si avventurasse ai margini della società.

James Lee Burke, Piccola notte cajun, Mondatori, 1996, pag. 117

 

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